9th August, 2010

Sfida

posted 1 year ago

Domani mattina mi aspetta una sfida.
Un’ora e mezza per sentieri di montagna, non so ancora quali, esattamente; non so bene se camminando o di corsa.
Insomma, domani mattina alle 7 si vedrà.
Lui è un indigeno ed è questo l’aspetto che mi preoccupa di più. Lo so bene, io, come sono quelli che vivono qui.
Ha vent’anni in più e la pancia dell’ottimo bevitore di birra. Io ho venti chili in meno e la cellulite dell’ottima mangiatrice di patatine fritte.
Lui afferma di non essere allenato, che sarà una semplice passeggiata. Ma io so bene che qui anche gli stambecchi sostengono di essere paciosi pensionati.
Ha passato il pomeriggio a dichiarare ai suoi amici che per una volta non teme di sentirsi male in montagna visto che sarò l’unica nei paraggi a potergli praticare la respirazione bocca a bocca.
Io ho fatto in modo che i suoi amici mi vedessero oggi durante l’allenamento: così domani avrò almeno l’alibi, confermato, della stanchezza.
Sono quella che se n’è andata diciotto anni fa e che è ormai diventata una “milanese”. Che qui significa, sostanzialmente, una cotoletta.
Domani devo dimostrare che la sostanza è ancora bergamasca.
I pettegolezzi languivano un po’, in piazza, ultimamente. Il gioielliere, il pittore, il gallerista, il commerciante, l’immobiliarista, il professore, il turista naturalizzato, l’impresario: per qualche giorno avranno materiale fresco su cui chiacchierare.
Un po’, in fondo, glielo devo.

 

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