Una domenica difficile

Sveglia alle 6.00.
Ore 7.45 sono al punto di ritrovo, con il mio canonico quarto d’ora di anticipo. Peccato che gli altri arrivino con mezz’ora di ritardo. In tutto fanno 45 minuti sotto una simpatica pioggerellina indossando solo maglietta e pantaloni da runner.
ore 8.55: qualche difficoltà a trovare una persona tra le cinquantamila radunate al via.
ore 9.00: parto zainoinspalla. Odio lo zainoinspalla.
Dopo un’oretta di sofferenza arrivo al traguardo. Due lacrimucce di commozione passando sotto l’arco dell’arrivo, mezzobicchiere di gatorade guadagnato a suon di sgomitate e poi mi perdo in Parco Sempione.
ore 11.30: arrivo finalmente a casa. Il consorte ha pensato bene di invitare ospiti a pranzo. Spignattamento, intrattenimento, wash up.
ore 14.30: lezione. Ecchecelevolevamo far mancare? Geometria analitica: la retta è mia amica.
ore 16.00: altra lezione. Sempre geometria analitica. Questa volta è il turno di circonferenza e parabola.
ore 17.30: sto chiudendo la porta alle spalle dello studente pregustando già di infilarmi sotto il piumone per una pennica preserale quando il pargolo di casa si avvicina: “Mamma, ho lasciato da parte alcuni compiti perchè ci terrei a farli con te”. Ho creato un mostro! Chi è causa del suo mal….
ore 19.00: rispignattamento.
Meno male che oggi è lunedì.